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Nel vivaio la piantagione di marijuana del clan

Una piantagione di 1300 piante di marijuana scoperta in un vivaio a Pistoia ha fatto scattare l'indagine che ha portato ad un clan della 'ndrangheta

PISTOIA — La filiera produttiva della marijuana scoperta a Pistoia ha portato al fermo di sei persone tutte di origine calabrese per indiziato di delitto di coltivazione illecita di marijuana aggravata dall'aver agito nell'interesse di un clan di 'ndrangheta. A stroncare il sodalizio  criminale la Direzione distrettuale antimafia e Guardia di Finanza di Firenze.

Tutto è partito dal sequestro di un vivaio nel pistoiese avvenuto nel 2017 che era stato adibito a coltivazione di canapa illegale, la più grande coltivazione mai scoperta in toscana con oltre 1300 piante che portò all'arresto di cinque persone.

Da qui ne è scaturita l'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Firenze coordinate dal pm Eligio Paolini, che hanno consentito di ricostruire l'intera filiera della marijuana e di risalire ai destinatari degli attuali provvedimenti di fermo.

Dalla ricostruzione investigativa, i membri del clan avrebbero proposto, a un vivaista di origini calabresi residente nel pistoiese, di coltivare la marijuana nelle serre, confidando probabilmente nel fatto che sarebbe passata inosservata in un territorio dalla nota e ampia tradizione florovivaistica. Nel tempo il vivaio era stato quasi interamente convertito alla coltivazione di cannabis, continuando comunque nella normale produzione e vendita di fiori e piante comuni. Mentre dalla Calabria venivano impartite direttive e svolte ispezioni sulla coltivazione, la guardiania della piantagione era garantita notte e giorno sul posto da un sessantenne di origini calabresi.

Tra le persone fermate un cinquantenne, già condannato per aver importato oltre 200 chili di cocaina dal Sudamerica, nonché un trentenne, esperto in fatto di coltivazione di marijuana.

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